Più sicurezza nel tuo cantiere!
Formedil Caserta, in qualità di organismo paritetico del settore delle costruzioni, offre alle imprese edili operanti sull’intero territorio provinciale un servizio strutturato di consulenza tecnica specialistica in materia di salute e sicurezza sul lavoro, inteso come fattore strategico per la pianificazione e la gestione complessiva delle attività di cantiere, con lo scopo di accompagnare tutte le aziende e i loro operatori verso un percorso di miglioramento continuo a breve e lungo termine.
L’attività di supporto e consulenza non ha natura ispettiva né sanzionatoria: il suo valore risiede in un supporto professionale costante, orientato a incrementare l’efficacia e l’efficienza del sistema di prevenzione aziendale, consentendo l’individuazione e l’elaborazione di soluzioni operative immediate, realizzabili e contestualizzate alle specificità del luogo di lavoro e alle attività lavorative in essere.
Le indicazioni che vengono fornite durante l’attività di consulenza sono volte a verificare la coerenza tra le prescrizioni contenute nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) con quelle dei Piani Operativi di Sicurezza (POS) elaborati dalle imprese esecutrici e con eventuali buone prassi riconosciute da INAIL o promosse dagli stessi organismi paritetici.
Le imprese possono così beneficiare di un supporto tecnico qualificato e gratuito che favorisca una cultura della sicurezza volta alla prevenzione dei rischi, alla corretta applicazione della normativa vigente in materia e all’adozione di standard organizzativi elevati, per un ambiente di lavoro più sicuro e performante.
Inquadramento normativo
Riportiamo parte di quanto già trattato nell’approfondimento “Formazione: istruzioni per l’uso”. Gli organismi paritetici sono “strutture bilaterali” costituite dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul territorio nazionale.
Il D.lgs. 81/08 (art. 2, comma 1, lett. ee)), li definisce quali “organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla Legge o dai Contratti collettivi di riferimento”.
All’art. 51, comma 3, è stabilito che “gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro”.
In questo contesto, l’organismo paritetico offre supporto alle imprese nella corretta interpretazione della normativa, delle misure di prevenzione da adottare e di individuare soluzioni tecnico-organizzative per migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le soluzioni tecnico-organizzative possono riguardare attrezzature, macchinari, dispositivi di protezione collettiva ed individuale, tecniche e procedure di lavoro in specifici contesti, gestione delle emergenze, sistema di comunicazione interno e così via. La finalità di tale supporto consiste nel poter accompagnare l’impresa in un percorso che vada oltre gli obiettivi minimi richiesti dalla normativa e di incrementare la propria conoscenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Inoltre, il comma 6 recita: “gli organismi paritetici di cui al comma 1, purché dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalità di cui al comma 3”.
In sostanza, l’organismo paritetico ha la possibilità di svolgere sopralluoghi nei luoghi di lavoro, se in possesso di personale con competenze tecniche specifiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. I sopralluoghi possono essere svolti solo nel territorio di competenza dell’organismo e nei comparti produttivi per il quale lo stesso è stato costituito. Essi non hanno natura ispettiva né sanzionatoria ma sono uno strumento di supporto. Durante il sopralluogo, l’organismo paritetico può:
- individuare criticità presenti nell’ambiente di lavoro;
- proporre soluzioni procedurali migliorative;
- verificare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate;
- favorire un dialogo tra azienda e lavoratori sui temi della sicurezza.
Servizio di consulenza tecnica in cantiere
Nel corso del sopralluogo tecnico, i professionisti del Formedil effettuano un’analisi approfondita dello stato dei luoghi e delle condizioni operative presenti in cantiere, verificano lo stato degli apprestamenti installati, l’adeguatezza delle attrezzature, l’organizzazione delle aree di lavoro, intercettando tempestivamente eventuali criticità.
Durante questa attività nasce l’urgenza di un dialogo immediato e costruttivo con lavoratori, preposti e rappresentanti dell’impresa, allo scopo di fornire chiarimenti tecnici immediati e proporre soluzioni operative concretamente applicabili nel contesto specifico del cantiere, nonché di rafforzare la percezione del rischio e la consapevolezza delle responsabilità che ciascuna figura del sistema aziendale di sicurezza assume durante la propria attività lavorativa.
L’obiettivo consiste nel ricercare una sinergia tra Formedil e impresa che permetta di prevenire eventuali infortuni, riducendo al minimo i rischi e le non conformità, garantendo un ambiente di lavoro sicuro, in cui ciascuno sente di poter essere un valore aggiunto al sistema di gestione della sicurezza.
In conformità a quanto previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro e dalle disposizioni previste dalla contrattazione nazionale di settore, Formedil esercita, sulla base del proprio mandato statutario, un ruolo attivo che ha lo scopo di favorire la corretta attuazione della normativa, sostenendo l’impresa nell’adozione di comportamenti sicuri, nell’applicazione delle misure generali di tutela previste dal D.lgs. 81/08 e nella diffusione di buone prassi.
Formedil esercita, statutariamente, attraverso le visite tecniche di cantiere, ogni opportuno intervento nei luoghi di lavoro per favorire l’attuazione della normativa in materia di salute e sicurezza.
Il tecnico incaricato del sopralluogo ha un ruolo di sostegno e coordinamento all’interno del processo di consulenza. Egli fornisce al rappresentante dell’impresa, ai lavoratori, ai preposti e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, informazioni, chiarimenti e indicazioni operative necessari per una corretta gestione della sicurezza in cantiere, attraverso istruzioni puntuali e specificando tempi e modalità di attuazione, così da consentire all’impresa di programmare in maniera efficace gli interventi richiesti.
A completamento del supporto fornito durante il primo incontro, il tecnico ha il compito di organizzare successive visite di monitoraggio, finalizzate a verificare l’effettiva implementazione delle indicazioni fornite e a valutare l’evoluzione delle condizioni di salute e sicurezza del cantiere, accompagnando, così, l’impresa in un percorso di miglioramento continuo e garantendo un costante controllo sui processi di adeguamento.
Per ogni singolo cantiere viene istituita una pratica che registra l’intero iter di consulenza: rilevazioni effettuate, indicazioni fornite, valutazione e controllo della documentazione e feedback registrati nel tempo.
Il servizio di consulenza si riferisce al cantiere, quale luogo di lavoro e, di conseguenza, a tutte le imprese operanti nello stesso, in un’ottica di collaborazione in grado di gestire anche eventuali interferenze.
La consulenza tecnica costituisce la base operativa e metodologica da cui si sviluppano gli ulteriori servizi offerti dal Formedil: corsi di formazione e addestramento, percorsi di qualificazione professionale, implementazione di modelli di organizzazione e gestione della sicurezza e relativo rilascio di asseverazione. La mission dell’ente consiste nel coinvolgere l’impresa in un processo di qualificazione che possa renderla virtuosa, affidabile e maggiormente competitiva sul mercato del lavoro.

La richiesta di intervento può essere avanzata dall’impresa o avviata autonomamente dal Formedil, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali. L’ente, infatti, opera in un contesto che gli consente di interfacciarsi con diversi organismi pubblici e privati, detentori di informazioni utili alla mappatura preventiva dei cantieri attivi o di prossima apertura. Tra le diverse fonti informative possiamo trovare, secondo quanto indicato dallo Statuto dell’ente, dal D.Lgs. 81/08, e grazie a protocolli d’intesa definibili con alcuni dei soggetti sotto elencati:
- denunce di inizio lavori trasmesse alla Cassa Edile che permettono di identificare le imprese attive e i cantieri per i quali è stata prodotta una registrazione contributiva;
- notifiche preliminari trasmesse ad ASL e DTL , da cui è possibile ulteriormente ricavare notizie che riguardino figure di riferimento per la committenza (Coordinatore per la sicurezza);
- Concessioni edilizie e titoli abilitativi rilasciati dai Comuni;
- Segnalazioni provenienti direttamente da Parti Sociali, imprese, lavoratori, RLS, RLST, membri del Consiglio di amministrazioni o altri soggetti coinvolti nel settore, grazie alle quali è possibile rilevare situazioni che richiedono un intervento di supporto tecnico tempestivo.
Il flusso informativo integrato consente al Formedil di svolgere un’attività programmata e coordinata, con un costante monitoraggio del territorio e assicurando alle imprese un servizio di consulenza efficace, garantendo la corretta applicazione delle misure previste dalla normativa vigente.
Processo di consulenza tecnica

Il tecnico incaricato del processo di consulenza tecnica opera nell’ottica di promuovere i principi e gli obblighi stabiliti dal D.lgs. 81/08. Il suo approccio proattivo coinvolge, motiva e sollecita i soggetti con cui interagisce, affinché diventino essi stessi promotori di una cultura della sicurezza rivolta alla prevenzione dei rischi.
Il processo è articolato in più fasi tra loro correlate, ciascuna finalizzata a migliorare progressivamente i livelli di salute e sicurezza del cantiere e l’efficacia attuazione delle misure generali di tutela:
- Analisi del livello di salute e sicurezza del cantiere: in questa fase vengono valutate le reali condizioni del cantiere nel rispetto delle prescrizioni previste da PSC e POS, la conformità degli apprestamenti, eventuali procedure di lavoro poste in essere all’atto del sopralluogo, l’adeguatezza delle procedure, la corretta installazione della segnaletica, il comportamento del personale. Rappresenta una “fotografia” dello stato dei luoghi che permette al tecnico di individuare le aree prioritarie di intervento;
- Attività di consulenza e successivo feedback: in questa fase il tecnico fornisce le prime indicazioni operative, chiarimenti e istruzioni mirate ad eleminare le criticità riscontrate. Il feedback richiesto permette di verificare, in un momento successivo, il recepimento delle indicazioni fornite e di valutare l’effettivo miglioramento delle condizioni inizialmente registrate:
- Attività di formazione e successivo feedback: lo scambio di informazioni in cantiere consente di avviare un processo di informazione e formazione on the job, trasferendo competenze immediatamente applicabili. Si tratta di interventi brevi, mirati e contestualizzati, che aumentano la percezione del rischio e la consapevolezza delle proprie responsabilità. Anche in questo caso il feedback è orientato ai risultati ottenuti e alle eventuali azioni correttive.
Qualora la verifica dell’efficacia dell’intervento non produca risultati soddisfacenti sarà necessario reiterare il processo, modulandolo in base alle nuove evidenze emerse. Questo approccio ciclico garantisce un miglioramento continuo e progressivo del livello di sicurezza del cantiere, in linea con i principi della prevenzione partecipata.
Contenuti oggetto del sopralluogo
Il sopralluogo tecnico effettuato dal Formedil viene registrato attraverso la redazione di una relazione/report dettagliato, all’interno del quale sono indicate tutte le criticità emerse durante la visita in cantiere e le indicazioni operative fornite. Una copia del report viene trasmessa all’impresa tramite posta elettronica per garantire la tracciabilità, la trasparenza e la condivisione delle informazioni. All’interno della relazione, i contenuti del sopralluogo si articolano in due macrocategorie:
| Contenuti di natura tecnica | Contenuti di natura organizzativa |
|---|---|
Riguardano la valutazione degli elementi strutturali del cantiere, con particolare riferimento alla conformità degli apprestamenti e delle attrezzature rispetto alle prescrizioni previste dalla normativa in materia, tra cui:
La valutazione di tali elementi determina l’indice di pericolosità del cantiere (IPC), ovvero il livello di rischio legato alle lavorazioni in corso, parametro essenziale per individuare le azioni tecniche successive al sopralluogo |
Riguardano l’analisi della capacità dell’impresa di garantire un’adeguata gestione della sicurezza, dei processi organizzativi, dei piani formativi e della gestione dei ruoli dei lavoratori preposti alle attività di gestione della sicurezza, facendo riferimento a:
La valutazione di queste inadempienze rappresenta un indicatore della conformità normativa dell’impresa, utile per l’eventuale programmazione di interventi formativi mirati e/o l’avvio di processi di qualificazione professionale, nonché per le procedure di asseverazione del MOG. |
L’impresa ottiene così una valutazione oggettiva dello stato del cantiere e dei relativi rischi, con suggerimenti immediati e applicabili sul campo. Non si tratta quindi di un controllo formale, ma di un supporto professionale pensato per migliorare i processi, ridurre gli imprevisti e aumentare la produttività. Un cantiere più sicuro è senz’altro un cantiere più efficiente.
Valutazione del cantiere

Come già enunciato in precedenza, nel report sono indicate le inadempienze riscontrate, con relativo riferimento normativo, ed i consigli per la risoluzione dell’inadempienza.
Per ciascuna inadempienza riscontrata, il tecnico ne valuta la gravità utilizzando la formula GIUDIZIO = P x I, dove P rappresenta la pericolosità dell’inadempienza (definita a priori su una scala da 1 – pericolosità minima a 5 – pericolosità massima) e I rappresenta l’intensità (definita dal tecnico su una scala da 1 – minima a 3 – massima).
I rilievi effettuati, raggruppati per tipologia (OSS, NC-, NC+), permettono di determinare l’indice di pericolosità del cantiere e delle singole imprese (IPC), come specificato nella tabella seguente:
| Valore numerico del giudizio | Tipologia di giudizio |
|---|---|
| 15 = inadempienze che espongono i lavoratori ad un rischio grave ed imminente Es.: mancanza totale di parapetti su un ponteggio esteso |
Non conformità maggiori (NC+) |
| da 9 a 14: inadempienze che espongono i lavoratori ad un rischio generico Es.: mancanza totale di recinzione di cantiere |
Non conformità minori (NC-) |
| da 1 a 8: inadempienze la cui presenza non espone ad alcun rischio diretto i lavoratori Es.: mancanza ricovero per attrezzi |
Osservazioni (OSS) |

Criterio decisionale per le azioni successive
Al termine di ogni sopralluogo tecnico il Formedil adotta un criterio decisionale finalizzato a definire in maniera oggettiva e coerente le azioni successive da intraprendere. Le possibilità sono tre:
- Archiviazione della pratica, qualora il livello di rischi risulti basso e le condizioni di salute e sicurezza siano complessivamente adeguate e rispettate;
- Programmazione di un ulteriore sopralluogo, qualora sia necessario verificare l’attuazione delle misure correttive suggerite o quando permangono condizioni che richiedono un successivo monitoraggio;
- Segnalazione del cantiere, nei casi in cui emergano particolari criticità che espongano i lavoratori ad un rischio elevato e per cui sia necessario un intervento tempestivo.
L’elemento guida del processo decisionale è rappresentato dall’Indice di Pericolosità del Cantiere (IPC), quale parametro tecnico-organizzativo utilizzato per classificare il livello di rischio complessivo del cantiere e, conseguentemente, per orientare la scelta dell’azione più appropriata e coerente con lo stato di pericolosità.
L’IPC deriva dall’analisi combinata degli elementi:
- tecnici, relativi a impianti, attrezzature, apprestamenti e condizioni materiali di lavoro;
- organizzativi, riferiti a documentazione, formazione, procedure e livello di ottemperanza normativa.
In base alla fascia di IPC in cui il cantiere ricade, viene determinato l’intervento successivo, secondo il criterio riassunto in tabella, che sintetizza le soglie di valutazione e le corrispondenti decisioni operative.

- Archiviazione: il tecnico archivia il processo di consulenza relativo alla fase lavorativa in essere, eventualmente pianificando con l’impresa un ulteriore intervento in uno stato successivo di avanzamento delle attività.
- Ulteriore sopralluogo: il tecnico pianifica un ulteriore sopralluogo concordando con l’impresa un appuntamento al fine di verificare l’efficacia dell’intervento. In base all’indice di pericolosità riscontrato sul cantiere ed al numero di sopralluoghi già effettuati varia la pianificazione dell’appuntamento:
- Pianificazione urgente (entro 1-5 gg.)
- Pianificazione ordinaria (entro 15-30 gg.)
- Segnalazione: il tecnico, immediatamente, segnala la situazione alla direzione che, dopo opportuna valutazione, ne dà tempestiva comunicazione alla Presidenza affinché possa assumere gli opportuni provvedimenti.
Dal controllo all’apprendimento: la formazione on the job
La formazione rappresenta un elemento fondamentale del sistema di prevenzione, come già affrontato nell’approfondimento “Formazione: istruzioni per l’uso” ma l’esperienza dimostra che le perplessità più rilevanti emergono durante le attività lavorative, quando i lavoratori si confrontano concretamente con procedure di lavoro, macchine, impianti, attrezzature e condizioni non sempre semplici.
Per questo motivo, il supporto tecnico “sul campo” rappresenta un momento di crescita professionale e un valore aggiunto per l’impresa. I tecnici del Formedil hanno un ruolo attivo in questo contesto, guidando i lavoratori e i loro rappresentanti nell’individuazione di comportamenti sicuri, illustrando nel dettaglio come risolvere le criticità individuate, quali strumenti o procedure adottare prevendendo condizioni di rischio per la salute e la sicurezza. La consulenza diventa così una vera e propria occasione di crescita professionale ed un’opportunità per:
- Accrescere le competenze
- Aumentare la percezione del rischio
- Elevare il livello di salute e sicurezza del cantiere
La checklist come strumento di controllo quotidiano
La gestione della sicurezza in cantiere richiede metodo e costanza. Per supportare le imprese in questo processo, la “Checklist per la Sicurezza in cantiere” disponibile sul sito Formedil Caserta rappresenta uno strumento operativo decisamente utile. La checklist offre una panoramica completa e strutturata degli elementi che devono essere verificati con regolarità durante le attività quotidiane: accessi e delimitazioni dell’area, viabilità interna, ponteggi e opere provvisionali, scavi e opere di sostegno, dispositivi di protezione individuale, impianti di cantiere, apparecchi di sollevamento, segnaletica di sicurezza, ordine e pulizia, gestione dei materiali e molti altri aspetti fondamentali per garantire un ambiente di lavoro conforme ai requisiti del D.Lgs. 81/08. L’utilizzo ricorrente della checklist consente all’impresa di:
- standardizzare i controlli, adottando criteri univoci e condivisi;
- ridurre il rischio di omissioni, anche nelle fasi più complesse delle lavorazioni;
- aumentare l’efficienza organizzativa, grazie a un monitoraggio sistematico e facilmente documentabile;
- facilitare il dialogo tra preposti, maestranze e direzione lavori tramite uno strumento comune di riferimento.
Una gestione della sicurezza realmente integrata nel processo produttivo non si limita a prevenire rischi e infortuni ma produce benefici immediati anche sul piano organizzativo. La corretta programmazione delle attività e il controllo costante dei fattori di rischio permettono, infatti, di:
- ridurre gli imprevisti operativi e le interruzioni del ciclo di lavoro;
- limitare interferenze e sovrapposizioni pericolose tra squadre e imprese esecutrici;
- contenere i tempi morti dovuti a infortuni, prescrizioni improvvise o inefficienze organizzative;
- migliorare il coordinamento tra maestranze, preposti, RSPP e direzione lavori.
Il risultato è un cantiere che diventa più sicuro, più performante e meglio organizzato, con benefici diretti sulla continuità delle lavorazioni, sulla qualità dell’opera finale e sull’affidabilità dell’impresa.
Pubblicazione a cura di Formedil Caserta del 24/03/2026. Tutti i contenuti possono essere riprodotti in qualsiasi forma e/o ceduti a terzi senza autorizzazione di Formedil Caserta a patto che sia chiaramente riportata la fonte. Formedil Caserta declina ogni responsabilità per eventuali errori od omissioni. Il testo è un approfondimento ma non va considerato definitivo: per qualunque necessità, è possibile contattare l’ente e avvalersi della sua consulenza. In nessun caso, pertanto, Formedil Caserta potrà essere ritenuta responsabile per i danni (inclusi, senza limitazioni, il danno per perdita o mancato guadagno, interruzione dell’attività, perdita di informazioni o altre perdite economiche) derivanti direttamente o indirettamente da errori e/o omissioni negli approfondimenti pubblicati, nelle notizie inviate e/o da azioni dell’utente conseguenti alla lettura dei testi stessi. L’utente che utilizza il servizio accetta integralmente le condizioni sopraesposte ed approva espressamente le condizioni di esclusione di responsabilità di Formedil Caserta.